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Eccoti servita..
Felice anno nuovo, anche se in ritardo!
27 capitolo
“Corrado, esci da questo bagno! Subito!” Nessuna risposta. Laura continuò a bussare con insistenza “Corrado dai è tardi! Mi devo vestire!”
“E pure io..” rispose lui dall’ interno della stanza.
“Ma sei lì dentro da un ora.. te l’ avevo detto di far entrare prima me! Sono più veloce!”
“Ma io devo fare prima, perché devo passare a casa!”
“Non è un buon motivo per cui io debba far tardi!” finalmente la porta si spalancò, e ne uscì un uomo seminudo, con un’ asciugamano attorno alla vita “ah, finalmente..”
“Ma come? Non mi svieni davanti..”
“Corrado, per favore..” fece per spostarlo e passare, ma lui le bloccò il passaggio.
“Prima un bacio..”
Laura alzò gli occhi al cielo, senza nascondere però il sorriso che gli era sorto spontaneo, e lo baciò a fior di labbra “adesso posso?”
“Prego..”
“Ah, grazie..” si chiuse in bagno, mentre Corrado andava a vestirsi.
Circa venti minuti dopo erano pronti. Il pediatra si infilò il giubbino, mentre cercava le chiavi della sua moto “quanto ti manca?”
“Poco..” rispose Laura, legandosi i capelli “il tempo di sistemare Sofia e chiudere casa!”
“Va bene, allora arrivi prima tu.. ci vediamo in ospedale!”
Lei annuì e si avvicinò per salutarlo con un bacio “ok, a dopo!”
Lo guardò andare via, e sospirò, pensando che doveva assolutamente parlare con Federico.
Proprio Federico, in quello stesso istante, appoggiato alla sua macchina, guardava verso il palazzo di Laura, aspettando che scendesse. Sapeva che a quell’ ora usciva per andare al lavoro e avrebbe potuto fermarla e parlarle. Vide uscire un uomo, e in un primo momento non ci fece caso. Poi mise a fuoco. L’ uomo era Corrado Milani, il collega di Laura. Quel collega che sicuramente ci provava. Quello che aveva instaurato un rapporto con Laura un po’ troppo stretto, per due che lavorano insieme. Quello da cui Laura era stato la sera scorsa. Quello che li aveva fatti litigare. Non poteva essere un caso.
“Lo sapevo..” scosse la testa, aprì la portiera e si infilò in macchina, per poi richiuderla con rabbia subito dopo. Mise in moto e partì, accelerando.
Laura parcheggiò la sua auto piuttosto distante dall’ ingresso dell’ ospedale. C’ erano parecchie auto, quella mattina, e la cosa non era per niente positiva. Tante auto significavano tante pazienti, tante pazienti tanto lavoro. Rassegnata, si infilò le chiavi nella borsa e si diresse verso il S. Anna.
All’ improvviso si sentì afferrare per un braccio e sobbalzò, voltandosi di scatto “Federico..”
“Finalmente.. credevo che non ti avrei più rivista!” le disse lui.
“Ma che ci fai qua?”
“Come che ci faccio? Sono venuto a parlare con te!” Sembrava tranquillo. Troppo tranquillo.
“Ah, grazie per avermi avvisata!”
“Se l’ avessi fatto non ti saresti fatta trovare! Quindi ho pensato di farti una sorpresina.. non sei contenta?”
“Mi dispiace hai fatto un viaggio a vuoto.. io devo andare sono in ritardo!” Fece per oltrepassarlo, ma lui la bloccò con un braccio “aspetta!”
“Che vuoi fare? Minacciarmi di nuovo come hai fatto l’ altra sera?”
“Dovresti ringraziarmi, lo sai? Ti ho dato una nuova opportunità per andarti a rifugiare tra le braccia di Corrado!”
“Che c’è entra Corrado, adesso?”
“Non fare la finta tonta Laura, l’ ho visto stamattina, uscire da casa tua.. avete passato la notte insieme?”
“Ah, siamo passati pure agli appostamenti adesso?”
“Se sono l’ unico modo.. si!”
“Comunque non ti riguarda! Sono affari miei!”
“No, sono anche affari miei visto che stiamo insieme!”
Laura rise nervosamente “insieme? Ancora ti illudi? Io e te non stiamo più insieme Federico! E’ finita quella sera stessa! Possibile che non l’ hai ancora capito?”
“E certo! E’ facile cosi, no? Dare le cose per scontato! Tu me lo dovevi dire in faccia che è finita! Che è successo, ti è mancato il coraggio? Troppo difficile guardarmi negli occhi è dirmi che non mi vuoi più?”
“No, è solo che tu non te lo meriti di essere guardato negli occhi! Sei un verme, e l’ hai dimostrato quando hai trovato come unica soluzione le mani, la violenza! Hai usato quella perché è l’ unica arma che hai! Poi non sei altro che una nullità! Vuoi sapere se ho passato la notte con Corrado? Si. Ed è stato meglio di cento volte con te!”
Lo vide guardarla con rabbia, e alzare un braccio. Capì le sue intenzioni troppo tardi. Uno schiaffò la colpì in pieno senza che potesse nemmeno provare a schivarsi, e dovette appoggiarsi a una macchina lì vicino per non perdere l’ equilibrio.
Ma non ebbe nemmeno il tempo di reagire, che vide anche Federico sbattere su quella stessa macchina, atterrito da un pugno. Un pugno di Corrado, arrivato in quel preciso istante.
Mentre si chiedeva da dove fosse spuntato, lo vide avventarsi di nuovo su Federico, prenderlo per il colletto e bloccarlo sulla macchina.
“Lasciami str**zo!” si dimenò l’ avvocato.
“Stai zitto! Zitto! Sei bravo a fà lo str**zo con una donna, eh! Fallo con me adesso, vai!”
“Corrado basta! Lascialo..” urlò Laura, cercando di fermarlo.
Ma lui non l’ ascoltò nemmeno “non ti azzardare mai più, altrimenti non ne esci vivo! Capito?”
“Lasciami! Fatti gli affari tuoi!”
“Ti piacerebbe, eh? E invece non me li faccio gli affari miei!”
Laura li guardava preoccupata. Aveva paura che la discussione potesse degenerare, e non era proprio il caso. Soprattutto davanti all’ ospedale. “Dai Corrado.. ha capito! Lascialo andare adesso!”
Il pediatra si voltò verso di lei, e sembrò ragionare. Allentò la presa “adesso vattene e non farti più vedere.. vattene!”
Federico si aggiustò la camicia, poi si toccò il naso, dal quale usciva una vistosa quantità di sangue. Lanciò un ultimo sguardo rabbioso ai due ragazzi, e finalmente si allontanò.
Intanto Corrado sembrava essersi calmato, il rossore del suo volto stava scomparendo e cominciava a respirare regolarmente. Si avvicinò a Laura, che ancora si stava riprendendo dallo spavento.
“come stai?”
“bene!” rispose. Lui cominciò a scrutarle il viso, per cercare i segni dello schiaffo “sul serio, non mi ha fatto niente..”
“Non mi sembra..” osservò lui, indicando la spaccatura che si era formata sul labbro inferiore.
“E’ una sciocchezza.. soprattutto in confronto a quello che gli hai fatto tu! Sei impazzito? E se gli hai spaccato il setto nasale? Potrebbe denunciarti.. è pure un avvocato! Non ci mette niente a farti a pezzi!”
“Non ne avrà il coraggio, non ti preoccupare.. tu sei sicura di stare bene?”
“Si, sicura.. dai andiamo, che è già tardissimo!”
Corrado annuì, e insieme si avviarono verso il S. Anna.
Si separarono alle scale, perché Corrado doveva salire a pediatria. Laura cercò di dare nell’ occhio il meno possibile, e riuscì ad arrivare in ufficio senza incontrare nessuno. Si chiuse in bagno e cominciò a specchiarsi, osservando il taglio che le aveva fatto Federico. Sicuramente era visibile, ma per fortuna non era grosso e si sarebbe riassorbito presto.
Cerco di mascherarlo al meglio con il trucco, ma ormai si era rassegnata al fatto che l’ avrebbero notato.
Così si infilò il camice e uscì, alla ricerca di Alberta.
La vide in corridoio, mentre parlava con una paziente “Alberta!”
“Laura, buongiorno! Ti stavo aspettando.. c’ è un travaglio in.. ma che hai fatto al labbro?”
“eh.. è una storia lunga.. te la spiego più tardi..”
“E’ stato il tuo ragazzo, eh?”
“Si. Ma è già tutto chiarito. Ci siamo lasciati, e sono sicura che non si farà più vedere.. dicevi del travaglio?”
“ah si.. sala 2.. ci siamo quasi! Te ne occupi tu?”
“Va bene.. allora vado! A dopo!”
“Ciao, e buon lavoro!”
Laura si voltò e le sorrise “anche a te!”
Martina scese le scale di corsa, e intravide un infermiera “mi scusi..”
“si?”
“sto cercando la dottoressa Ferrari.. sa dov’ è?”
“Si, sta visitando.. può aspettarla qui se vuole, tanto passerà sicuramente di qui!”
“Va bene, grazie..”
Si accomodò su una sedia blu e aspettò. Laura fece la sua comparsa dieci minuti più tardi, camminando nel corridoio con una cartella in mano.
“Laura, eccoti!”
La dottoressa alzò lo sguardo dai fogli “Martina.. che ci fai qui?”
“Corrado mi ha raccontato di stamattina.. come stai?”
“Come mi vedi! E’ solo un taglietto, sto benissimo!”
“Lo so ma.. che è successo?”
“Ci ha visti.. me e Corrado.. si è fatto trovare qui sotto, abbiamo litigato, io sono stata molto dura e lui mi ha dato uno schiaffo..”
“che str**zo! E tu?”
“io non ho avuto nemmeno il tempo di reagire, è arrivato Corrado e l’ ha steso con un pugno. Secondo me gli ha spaccato il setto nasale..”
“E ha fatto bene!”
“Si, però non vorrei che questa cosa gli si ritorcesse contro.. Federico è un avvocato, se decidesse di vendicarsi..”
“No, dai.. Federico è un bas**do ma non è così subdolo, e c’ ha la sua dignità. Vedrai che avrà il buon gusto di lasciar perdere questa storia!”
“Speriamo..”
“Però è stato carino a difenderti, Corrado..”
Laura annuì, sorridendo “si, lo ammetto, mi ha fatto piacere infondo!”
“Ti sta facendo bene questa storia.. sei più serena! Altro che i musi lunghi di quando stavi con Fede..”
“E’ che con Corrado per ora è tutto rosa e fiori.. ci sto bene, ancora non siamo arrivati alla fase litigi.. e speriamo di non arrivarci!”
“Appunto..”
“Dai, adesso basta trovarne solo un’ altro di principe azzurro e siamo a posto..”
“si, certo.. io non voglio vedere ne principi ne conti attorno a me per molto molto tempo!”
“Vabbeh adesso dici così.. poi voglio vedere che fai quando te ne trovi uno davanti..”
Continuarono a camminare per i corridoi ridendo e scherzando.
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Paola&Andrea' s FAN
"L’infinito sai cos’é? ... L’irraggiungibile fine o meta
Che… rincorrerai per tutta la tua vita.."
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